Scendemmo per un sottoscala. Uno di quelli che crederesti che esistono solo nei filmacci americani. Oramai eravamo così su di giri che non ci avremmo tanto badato neppure se fossimo entrati in una macelleria islamica. Tatjana aprì la porta: un mare di nebbia ci arrivò dritto fino alle narici, che se mettevo il braccio davanti a me non sarei riuscito a contarmi le dita. A me questi locali sprovvisti delle più basilari norme di sicurezza, dove la legge 626 è pura utopia, dove se se scoppia un incendio si muore irrimediabilmente tutti, son sempre piaciuti un sacco, per cui un gioviale sorriso di piacere si dipinse sul mio volto. Girava musica jazz in sottofondo, ma il fumo imperante impediva di capire se ci fosse una band in carne ed ossa o se fosse musica registrata: sui divanetti, strane figure dalle sembianze umane si intrecciavano con solerzia, roteando mani e volti come dei Don Chisciotte impazziti.
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03 febbraio 2011
27 dicembre 2010
Lezioni di ballo con ratto delle sabine mancato di un soffio
Come spesso succede in queste regioni ad Est di Roma, l'abilità danzatoria delle vongolette in questione può mettere in imbarazzo pure un novello Baryshikov come il Cardinetti, perché solo ad Est di Roma puoi incontrare certe mitragliate di controculi volanti, casquet a giravolta ed incrociati basso con mano del papa, eseguiti ad una velocità tale che stordirebbero un elefante indiano.
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