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24 febbraio 2011

Ultimo tango a Kitaj Gorod

Vengo presentato a due loschi figuri: questa era la sorpresa annunciata, non puttane d'alta classe, ma due talebani in carne ed ossa. C'è un saudita, di nome Sultan, magro come un giunco, sui vent'anni, slanciato e giovanile, dal volto simpatico e dai capelli setolosi, ed il compagno di camera, Said l'iraniano, di età ignota ma potenzialmente sopra i trenta, vestito come un ingegnere sudato appena uscito dalla palestra, basso, tarchiato, pacioso, dai capelli unti e dagli occhi che si aprivano come lanterne non appena vedeva passare una femmina, occhi bianchi e giganti, come un pesce palla. Un iraniano ed un saudita: stento a crederci. Neppure nel migliore dei miei sogni. Mi vengono in mente un sacco di domande da fare al buon Said, ma decido di aspettare un attimo... ci voleva un minimo di confidenza, prima.